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Qui le risposte alle domande più frequenti riguardanti il mondo dell´alimentazione speciale. » Celiaci si nasce o si diventa? Non si nasce celiaci; si nasce con la predisposizione a diventare celiaci. Questa predisposizione, che è di tipo genetico, si realizza quasi sempre purché, naturalmente, il soggetto entri in contatto col glutine. Se un soggetto predestinato alla celiachia non mangerà glutine per tutto l'arco della vita, non diventerà mai celiaco. Tuttavia, dal momento in cui il soggetto predisposto entra in contatto col glutine fino al momento in cui si verificano le tipiche lesioni intestinali, trascorre un periodo di tempo variabile che può andare da qualche settimana a molti anni. La lunghezza di questo intervallo di tempo dipende da fattori finora sconosciuti. Un soggetto divenuto celiaco, cioè intollerante al glutine, rimane tale per tutta la vita. Il glutine è una sostanza proteica presente in numerosi cereali come frumento, avena, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Altri importanti cereali sono privi di glutine: è il caso del riso e del mais. Il vantaggio derivante dalla presenza di glutine nella farina consiste nell'azione legante che questa sostanza esercita quando la farina viene impastata con l'acqua. Il termine 'agglutinazione' esprime proprio questa azione. In assenza di glutine la lavorazione della farina risulta molto più complessa, i risultati sono inferiori dal punto di vista dell'aspetto e della consistenza dei prodotti che ne derivano, si tratti di pane, di pasta o di pizza. Ed anche il sapore è diverso tanto che, per chi non è abituato, gli alimenti 'gluten free' possono risultare meno gradevoli. La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine. L'assunzione di glutine, anche in piccole quantità, provoca nel celiaco una risposta immunitaria autodistruttiva dell’intestino tenue che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali. I villi sono protuberanze che rivestono questo tratto intestinale, deputate all’assorbimento dei nutrienti. Con la scomparsa dei villi intestinali la superficie assorbente si appiattisce e riduce o impedisce l’assorbimento delle sostanze nutritive causando malnutrizione e scompensi. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 400 mila, ma ne sono stati diagnosticati intorno ai 65 mila. Ogni anno vengono effettuate cinque mila nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo del 9%. Non esistono farmaci specifici per combattere questa patologia. L’unica terapia efficace per questo disordine digestivo prevede l’eliminazione del glutine dalla dieta. Con l’inizio di una dieta priva di glutine, si assiste ad un miglioramento immediato delle condizioni fisiche e alla scomparsa di alcuni sintomi, come la diarrea, già dopo alcune settimane. Il ripristino della normale struttura della mucosa intestinale può richiedere diversi mesi nei giovani e da due a tre anni nelle persone anziane. I miglioramenti sono particolarmente evidenti nei bambini. Infatti, i sintomi regrediscono e si ha la ripresa della crescita. » Come si manifesta la celiachia? La celiachia si manifesta in modo molto variabile: Le manifestazioni classiche, che interessano per lo più il bambino piccolo (< 3 anni) sono: diarrea cronica con malassorbimento, perdita di peso, scarso accrescimento, anemia intrattabile, disturbi dell’umore. Altre manifestazioni, più frequenti nei ragazzi e negli adulti, sono: anemia non spiegabile, scarso accrescimento, tendenza alla stipsi ostinata o alla diarrea, dolori addominali ricorrenti, alterazioni dello smalto dentario, ritardo nello sviluppo sessuale, aborti ripetuti e gravidanze problematiche, menopausa precoce, dolori ossei e osteoporosi precoce, disturbi dell'umore ecc... Non sempre chi presenta i disturbi sopra elencati è celiaco, ma certamente può esserlo. Spesso la celiachia non dà manifestazioni evidenti e viene scoperta casualmente a seguito di qualche esame del sangue o di una gastroscopia. Successivamente, quando il soggetto segue la dieta priva di glutine comincia ad avvertire un notevole benessere rispetto a prima. Capisce solo allora di essere stato malato! » Cosa fare nei casi di sospetta celiachia? Tutti i soggetti (adulti e bambini) che a giudizio del proprio medico hanno sintomi compatibili con la celiachia, dovrebbero fare degli accertamenti specifici. Spesso è sufficiente eseguire specifici esami del sangue per avere una prima diagnosi dell’intolleranza al glutine. Per la diagnosi definitiva (e per il riconoscimento dello status di celiaco) è necessaria una biopsia intestinale. Come già precisato, tutti i cibi contenenti glutine vanno esclusi. Questo significa che alimenti, bevande e prodotti vari (pane, pasta, crackers, biscotti, torte, brioches, merendine, cereali da colazione…) ottenuti da grano (inclusi farro, kamut e triticale), orzo, segale sono proibiti. L’avena di per sé non è pericolosa per la maggioranza dei celiaci; tuttavia, i prodotti a base di avena potrebbero essere contaminati da grano. E’ altresì importante accertarsi che il prodotto acquistato abbia l’etichetta “privo di glutine”. Nonostante queste limitazioni, è disponibile una vasta serie di alimenti-base, che sono privi di glutine. Questi comprendono: Carni fresche, pesce e pollame (non impanati o marinati), la maggior parte dei prodotti caseari, verdure, frutta, riso, mais, patate, farine di riso, mais, patate, soja, tapioca, amaranto, quinoa, grano saraceno, legumi, castagne, etc……. Se non viene trattata, la celiachia può comportare diverse complicanze. La prima è la malnutrizione. La ragione è che importanti nutrienti vengono persi con le feci anziché essere assorbiti nella corrente sanguigna (malassorbimento). Le carenze più comuni interessano le vitamine ed alcuni minerali come ferro, calcio, magnesio e zinco. Le conseguenze immediate sono la perdita di peso, l’anemia e, nei bambini, ritardo della crescita. Altra seria complicazione è la perdita di densità del tessuto osseo, che causa osteomalacia (l’osso diventa soffice) e osteoporosi (l’osso diventa poroso, fragile, incline alle fratture). Si stima che tale rischio sia dieci volte più alto nei celiaci rispetto alla popolazione generale. Questo è un problema per uomini e donne e diventa ancora più marcato nelle donne in menopausa. La celiachia è associata a disordini del sistema nervoso, che comprendono la neuropatia periferica (danni ai nervi periferici) e l’epilessia. I celiaci non curati hanno un maggiore rischio di alcune forme tumorali |
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